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AAMS
Lotta tra Governo italiano e i siti di scommesse e gioco on-line - La censura è legittima?
Una storia iniziata nel 2006
Lo stato Italiano, per intenderci l' A.A.M.S. l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) - continua giornalmente a bloccare i siti di scommesse e di gioco on-line e ogni giorno le società di gioco creano nuovi siti per il mercato italiano, poi li bloccano e loro ne creano altri e così via..
principio di libertà di navigazione su internet
La censura oltre a bloccare la possibilità di giocare e scommettere PROIBISCE anche la visione degli stessi siti. Quindi viene leso il diritto all' informazione difeso dalla corte di cassazione. la legislazione europea prevede, per i paesi membri, il libero scambio di beni e servizi .....
La situazione sembra paradossale:
le azioni di inibizione prese dai monopoli di stato, non seguono l'approvazione di alcuna legge. Cioè la condanna precede la legge!! Questo è contro ogni principio democratico. Questa affermazione è confermata dal fatto che vengono bloccati solo i siti privi di autorizzazione quando non esiste modalità alcuna per richiedere tale autorizzazione.
L'oscuramento è illegale per i siti come BetClic, FullTilt e quelli di numerosi altri operatori europei che possiedono una regolare licenza di gioco rilasciata da un paese dell'UE. La Comunità Europea ha più volte dichiarato l'illegittimità dell'operato dello Stato Italiano e ha richiesto al governo di annullare qualsiasi intervento di oscuramento dei siti, finora senza successo.
Rimaniamo in attesa di provvedimenti da parte della commissione europea - intanto i giocatori italiani - scovano le alternative
Ribadiamo che non è reato giocare da casa nelle poker rooms .com
Gli oscuramenti operati dall’AAMS a danno delle pokerrooms con licenza europea (quella di Malta, della Lottery and Gaming Authority) o internazionale (quella della Kahnawake Gaming Commission) sono dei provvedimenti esclusivamente amministrativi, peraltro già condannati dalla Commissione Europea che ha ribadito i l principio della libera circolazione dei beni e dei servizi all’interno della Comunità Europea. Il disegno di legge, che in un primo tempo avrebbe dovuto essere inserito all’interno della legge Comunitaria 2008 (che include il decreto legistativo Abruzzo) e che prevedeva un’ipotesi di reato per coloro che giocavano sui siti di gaming esteri, NON E’ MAI STATO APPROVATO. D’altronde avrebbe rappresentato una chiara violazione delle nostre norme costituzionali a difesa della libertà. Anche in tempi più risalenti, per esempio all’epoca del decreto dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) del 2 gennaio 2007, non si è mai sentito di un cittadino italiano imputato e processato per aver giocato a poker online dalla propria abitazione. Mentre per la prima volta a settembre 2009 è stato multato un gestore e i giocatori in un internet point dove si giocava su una sala poker .com, ma per questioni amministrative (evasione fiscale).
Nel DDL 1078 a data giugno 2009 è stata abrogata totalmente la norma che prevedeva sanzioni per i giocatori che partecipano a giochi non autorizzati (comma 26); e sono state cancellate dal DDL pene e sanzioni a carico di chi pubblicizza detti giochi (comma 25).
Rimane ancora il blocco dei siti .com Il blocco dei siti avviene soltanto a livello DNS, (esistono altri metodi per ovviare alla restrizione), noi ne elenchiamo solo uno, lo stesso usato dai cinesi per scavalcare la censura.
Mentre è vietato il gioco live, per intenderci quello nei circoli e nelle associazioni sportive.
La FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) conferma oggi settembre 2009 il divieto, peraltro già ribadito dalle Questure, all’attività di poker sportivo nei circoli italiani. Lo fa con una circolare interna nella quale informa che chi volesse organizzare tornei di poker o consentire ad altri di farli nel proprio locale rischia una denuncia per gioco d’azzardo e la licenza. Nella nota indirizzata alle associazioni e sindacati pubblici esercizi aderenti, alla confederazione generale italiana del commercio, turismo e servizi, e per conoscenza ai dirigenti nazionali, il presidente della Fipe Lino Enrico Stoppani invita le associazioni “a sensibilizzare le imprese associate sulle conseguenze dell’organizzazione nei propri locali di torni di poker di qualsiasi specie. Infatti… l’esercente che organizza nel proprio locale o consente ad altri soggetti di organizzare tali tornei commette il reato di esercizio di gioco d’azzardo che, in questo caso, è punito con l’arresto da quattro a sedici mesi e con l’ammenda non inferiore a 274 euro. Da tenere presente che a seguito della condanna definitiva l‘esercente perde i requisiti di onorabilità previsti per il rilascio dell’autorizzazione, pertanto la stessa viene revocata”. Stoppani ricorda inoltre che “anche chi prende parte al gioco d’azzardo commette un reato punito, se il contravventore è colto a giocare all’interno di un pubblico esercizio, con l’arresto fino a otto mesi o con l’ammenda sino a 686 euro“.
Intendiamo questo come una sospensione del servizio, fino alla definitiva redazione della procedura di assegnazione delle concessioni, piuttosto che un blocco definitivo dei club. Si parla di concessioni per i club live date solo a chi ha gia una licenza AMMS online, con una base d'asta a partire da 100.000 € per intenderci le poker room Italiane, che a loro volta possono fare accordi commerciali con privati. Abbiamo contattato diverse poker room autorizzate, ma nessuna ha saputo darci ulteriori ragguagli.
Ormai l’attività dei circoli live è ferma. la presunta pericolosità del fenomeno sociale in questione (il texas hold’em live, nel nostro caso) ne vieta la pratica. Non si discute dell’aspetto sociale del gioco, bensì quello economico. Lo Stato come al solito ci ha visto un business e intende lucrarci. Si può anche condividere questa linea di condotta, in fondo è giusto che se qualcuno ci guadagni ne paghi anche le tasse (e i contributi previdenziali per coloro che ci lavorano - come i dealers), ma in Italia vige lo Stato di Diritto!
Se qualcosa non è proibito espressamente dalla legge, allora non è illegale. Ecco quindi che spunta fuori il decreto legislativo della messa al bando del poker texano in mancanza di una concessione governativa (luglio 2009).
Pperché proibire un gioco che è decisamente sportivo (nella sua formula torneo) senza contemporaneamente regolamentarne lo svolgimento? Impedire di giocare liberamente a poker in un circolo sportivo non ha produrrà nessun risultato positivo, anzi incrementeranno le bische clandestine.
Restate connessi per eventuali novità...
ESTRATTO dalla gazzetta Ufficiale
Il testo completo potete consultarlo qui
Tanto premesso, si pregano e Ss.Ll., nelle more della definizione della procedura di attribuzione delle concessioni e dell’emanazione del regolamento, che formerà comunque oggetto di successiva comunicazione, in osservanza delle sopravvenute ragioni di pubblico interesse determinate dalla novella legislativa, di voler predisporre ogni utile misura affinché non venga consentito ulteriormente l’espletamento delle manifestazioni di poker sportivo. Nel rappresentare, infine, che il contenuto della presente circolare è condiviso dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di stato, si pregano i signori Prefetti di voler informare nelle forme ritenute più opportune i Comuni di rispettiva competenza