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Armonizzare le regole

AAMS

02-12-2008
Il Consiglio Europeo ha proceduto, in data 01 dicembre 2008, a passare in rassegna le politiche e i principi che sono all base delle scelte legislative dei vari Stati membri dell'Unione Europea in merito al gioco d'azzardo e alle scommesse. Il dibattito ha permesso di conoscere meglio la cornice giuridica e le politiche nazionali per ciò che riguarda l'organizzazione generale del settore, la dimensione transfrontaliera delle attività di gioco, gli obiettivi e gli strumenti per raggiungerli. Il dibattito è stato condotto sulla base di un rapporto elaborato dalla Presidenza del Consiglio Europeo per rendere conto dei lavori che si sono tenuti nel corso del secondo semestre 2008. L'impegno di questi lavori 'esplorativi' sono il frutto di una iniziativa presa dalla Presidenza e avviata lo scorso luglio in seguito ad una domanda presentata congiuntamente da numerosi Stati membri. È la prima volta che il Consiglio si cimenta in questo argomento in modo approfondito.

Il rapporto della Presidenza che propone l'approfondimento di riflessioni comuni, si basa su argomenti e questioni già affrontate in fase di definizione delle linee politiche sui giochi: la tutela dell'ordine pubblico, lotta alla dipendenza, la tutela dei minori, la protezione dei consumatori, gli strumenti di lotta contro il gioco illegale, la fiscalità.

Da queste riflessioni emerge che i modelli nazionali di organizzazione e di regolazione del settore dei giochi e scommesse presentano una grande eterogeneità. Se Francia, Germani e Italia hanno imposto precise restrizioni, per altri la normativa si presenta più 'aperta'. Gli Stati membri hanno elaborato dei modelli diversificati, in particolare per ciò che riguarda i tipi di giochi autorizzati ed il grado di apertura del settore, la sua regolamentazione o le regole di tassazione applicabili, tutte questioni spesso legate a considerazioni, morali, culturali e sociali. Questo è il principale scoglio da superare, come è stato evidenziato nel corso della riunione del Consiglio Europeo che si è tenuta ieri a Bruxelles.

Il rapporto indica che le politici di molti Stati membri sono influenzate dalle preoccupazioni sull' ordine pubblico (lotta contro il riciclaggio e la criminalità organizzata), di ordine sociale (protezione dei minori) lotta contro l'addiction, e di tutela dei consumatori

(garanzie di affidabilità delle operazioni e di onorabilità degli operatori). Gli Stati membri ricorrono così a strumenti come le interdizioni di accesso al gioco da parte di minori, le limitazioni alla giocata e quelle al guadagno, o a dispositivi di controllo delle transazioni. Per ciò che riguarda lo sviluppo dei giochi online, un certo numero di Stati membri ha scelto di vietarli, mentre altri hanno scelto la definizione di regole specifiche.


ARMONIZZARE LE REGOLE? STATI MEMBRI ANCORA TROPPO DIVISI


I paesi dell'Unione Europea si sono mostrati ieri ancora molto divisi circa la possibilità di creare una norma comune che regoli il giochi d'azzardo. Gran Bretagna, Austria e Malta sono quelli che si dicono decisamente contrari , la Spagna ha suggerito di continuare a lavorare in questo senso.

I sostenitori di un progetto di armonizzazione delle legislazioni nazionali si sono detti d'accordo circa la necessità di continuare a valutare le criticità del settore durante il semestre di Presidenza ceca e svedese dell'UE. Non va dimenticato inoltre che a tutt'oggi risultano aperte 10 procedure di infrazione in materia di gioco e l'avvio di una sorta di 'negoziazione' su una normativa europea potrebbe interferire sul processo. La Commissione Europea del resto, è stato ribadito ieri, non ha mostrato nessuna intenzione di presentare una proposta al riguardo a breve termine. Per quanto riguarda il gioco d'azzardo online sono sei gli stati membri che li proibiscono completamente - Cipro, Germania, Estonia, Grecia, Paese Bassi e Polonia - altri non arrivano alla proibizione, ma si mostrano più restrittivi.

In quanto alla struttura del mercato, la maggioranza dei paesi applicano norme distinte ai distinti segmenti del settore (lotterie) scommesse sportive ed ippiche, casinò, bingo.

Le lotterie normalmente dipendono da concessionari o organismi che vantano diritti esclusivi; mentre per le scommesse la cosa più frequente è concedere autorizzazioni .

Fino ad ora i problemi associati ai giochi d'azzardo e scommesse si sono risolti nell'ambito nazionale, tuttavia, la Presidenza di turno dell'UE (francese) ritiene che principi comuni, in materia di controllo, semplificherebbe il funzionamento del mercato interno.

Finché persiste la mancanza di armonizzazione nel settore, ogni paese continuerà ad essere libero, nel rispetto del diritto comunitario, per regolamentare l'attività di gioco e scommesse.


fonte: jamma


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